La Giornata Mondiale della Polio si celebra il 24 ottobre in tutto il mondo ed è un’occasione cruciale per sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia infettiva virale ancora presente in poche regioni del pianeta. Questa ricorrenza commemora la nascita di Jonas Salk, lo scienziato che nel 1955 sviluppò il primo vaccino antipolio, simbolo del potere della scienza nella lotta alle malattie. L’impegno globale di prevenzione e vaccinazione ha drasticamente ridotto i casi di poliomielite, ma il virus rimane endemico in Afghanistan e Pakistan. La Giornata Mondiale della Polio rappresenta un appuntamento fondamentale per ricordare l’importanza della vaccinazione, promuovere la sorveglianza sanitaria internazionale e celebrare i risultati raggiunti nella quasi completa eradicazione di una patologia che, pochi decenni fa, paralizzava migliaia di bambini ogni anno.
Che cosa è la Giornata Mondiale della Polio
Origini e significato della data
Il 24 ottobre di ogni anno è dedicato alla celebrazione di una giornata di sensibilizzazione globale contro la poliomielite, istituita per mantenere alta l’attenzione su una malattia che ha segnato profondamente la storia della sanità pubblica mondiale. La scelta della data non è casuale: il 24 ottobre coincide con la nascita di Jonas Salk, lo scienziato statunitense che rivoluzionò la medicina sviluppando il primo vaccino inattivato contro il poliovirus. Questa ricorrenza rappresenta un momento cruciale per ricordare gli sforzi coordinati di tutti gli attori del sistema sanitario a livello nazionale e globale nel contrasto a una patologia ad elevato tasso di mortalità, soprattutto tra i bambini sotto i 5 anni.
Jonas Salk e la rivoluzione del vaccino antipolio
La storia della lotta alla poliomielite è indissolubilmente legata al lavoro pioneristico di Jonas Salk nel 1955 e al successivo contributo del ricercatore polacco Albert Sabin, che nel 1961 realizzò il vaccino orale antipolio (OPV). Prima dell’avvento dei vaccini, la poliomielite seminava il terrore in tutto il mondo, provocando paralisi e decessi fra i bambini più piccoli. In Italia, solamente a metà degli anni ’50, si registrarono oltre 8.000 casi di poliovirus, mentre nel 1988 la malattia paralizzava dieci bambini ogni 15 minuti in quasi tutti i paesi del mondo. Lo sviluppo della vaccinazione antipolio negli anni ’50 e ’60 rappresentò un punto di svolta per iniziare a controllare la trasmissione della malattia e ridurre significativamente il suo peso sulla popolazione globale.
La poliomielite: una malattia ancora presente
Caratteristiche e modalità di trasmissione
La poliomielite è una malattia infettiva virale causata dal poliovirus, un patogeno che colpisce il sistema nervoso centrale, in particolare i neuroni motori del midollo spinale. Esistono tre tipi di poliovirus (1, 2 e 3), e la trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale o tramite saliva e goccioline respiratorie. Il virus raggiunge il sistema nervoso e può distruggere le cellule nervose, provocando paralisi soprattutto agli arti inferiori. I bambini costituiscono i soggetti preferiti dal poliovirus per diversi motivi: innanzi tutto, il contagio avviene prevalentemente attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, e i bambini più piccoli hanno spesso comportamenti a rischio, esplorando frequentemente l’ambiente circostante con le mani per portarle poi alla bocca. Inoltre, i bambini vivono più all’aperto e si trovano più facilmente in situazioni comunitarie, mentre il loro sistema immunitario è meno strutturato rispetto a quello degli adulti.
Impatto sui bambini e conseguenze cliniche
La poliomielite rappresenta una minaccia grave per la salute dei bambini, con conseguenze potenzialmente devastanti. Il virus può indurre la paralisi del soggetto colpito e, nei casi più gravi in cui coinvolge i muscoli respiratori, può portare anche alla morte. Le persone che ricordano il periodo pre-vaccinale sanno che la malattia poteva causare insufficienza respiratoria, costringendo i pazienti a vivere con un “polmone d’acciaio” o richiedendo l’uso di protesi per gli arti a causa della paralisi flaccida. Non esistono cure specifiche per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici per minimizzare in parte gli effetti della malattia; l’unica strada efficace per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione, attuata mediante la vaccinazione.
I progressi nella lotta alla polio nel mondo
Dall’Iniziativa Globale all’eradicazione quasi completa
Nel 1988 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio (GPEI – Global Polio Eradication Initiative), nata per coordinare le azioni interdisciplinari a livello globale, regionale e nazionale per l’eradicazione del poliovirus. Grazie agli sforzi coordinati di prevenzione e sorveglianza, i casi di poliovirus selvaggio hanno subito un calo drastico: dai circa 350.000 casi stimati in oltre 125 paesi endemici nel 1988, si è arrivati a soli 6 casi segnalati in 2 paesi endemici nel 2021. Questo straordinario successo rappresenta uno dei maggiori trionfi della sanità pubblica mondiale.
L’Europa è stata dichiarata completamente libera dalla poliomielite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2002, consolidando un obiettivo raggiunto attraverso decenni di campagne vaccinali sistematiche e costanti. Nel nostro paese, la vaccinazione antipolio è obbligatoria dal 1966 e l’ultimo caso endemico di poliomielite si è verificato nel 1982. Anche nell’agosto del 2020, la regione africana dell’OMS è stata finalmente certificata polio-free, confermando il successo delle strategie di vaccinazione a livello continentale.
Paesi ancora colpiti e rischi contemporanei
Nonostante i progressi straordinari, la battaglia contro la polio non è ancora conclusa. Il virus risulta ancora endemico in Pakistan e Afghanistan, due paesi dove la malattia continua a rappresentare una minaccia per la popolazione locale. Ad oggi, pochi casi di polio sono riportati nel mondo, concentrati principalmente in queste due nazioni, ma fino a quando il virus non sarà completamente eradicato globalmente, nessuno può abbassare la guardia: il poliovirus potrebbe potenzialmente diffondersi in altri paesi attraverso i movimenti migratori e i viaggi internazionali. Il World Polio Day è quindi un modo per sollevare l’attenzione su un problema ancora non del tutto risolto, che per questo mette a rischio l’intero pianeta.
L’importanza della vaccinazione
Il vaccino antipolio e i programmi di immunizzazione
La prevenzione della poliomielite si fonda sulla vaccinazione preventiva obbligatoria per tutti i bambini entro il primo anno di età, che consiste di 4 dosi diluite fra i primi tre mesi di vita e i 6 anni. Il vaccino antipolio è gratuito e obbligatorio in numerosi paesi, rappresentando uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci mai sviluppati. Esistono due tipi principali di vaccino: il vaccino inattivato antipolio (IPV) sviluppato da Salk nel 1955, e il vaccino orale antipolio (OPV) realizzato da Sabin nel 1961, entrambi straordinariamente efficaci nel prevenire la malattia. I richiami da adulti possono rivelarsi opportuni solo nei casi in cui si effettuino viaggi nei paesi ancora a rischio, garantendo una protezione continua e affidabile.
Campagne di sensibilizzazione e sorveglianza globale
Oltre alla vaccinazione, la lotta alla poliomielite si basa su programmi di sorveglianza nazionali e internazionali che permettono di identificare tempestivamente qualsiasi caso sospetto e di contenere immediatamente la potenziale diffusione. La Giornata Mondiale della Polio rappresenta un’occasione fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della vaccinazione contro questa malattia invalidante. L’attività di vaccinazione in un’ottica globale implica anche l’attenzione al dialogo fra lingue, culture e identità, poiché alla base del successo è un importante impegno di informazione e di diffusione di una cultura della prevenzione. Organizzazioni internazionali, governi nazionali e club Rotary collaborano strettamente per raggiungere le comunità più remote e vulnerabili del pianeta.
La camminata solidale di Livorno per la lotta alla polio
Evento di sensibilizzazione e dettagli organizzativi
Domenica 26 ottobre 2025, a Livorno, i club Rotary di Livorno, Rosignano, Cecina, Pegaso Alumni D-2071 e il Rotaract Livorno, con il patrocinio del Rotary Distretto 2071 Toscana, organizzano una camminata solidale in occasione della Giornata Mondiale contro la Polio per sensibilizzare sulla poliomielite ancora presente nel mondo. La partenza è fissata alle 9:30 dalla suggestiva Terrazza Mascagni, con un percorso che si sviluppa fino alla Rotonda di Ardenza e ritorno, offrendo ai partecipanti l’opportunità di unirsi a una comunità globale dedita alla lotta a una malattia che, benché quasi eradicata, rimane una priorità sanitaria internazionale. La manifestazione rappresenta un momento collettivo di consapevolezza e solidarietà verso coloro che ancora vivono in paesi colpiti dalla polio.
Partecipazione e obiettivi solidali
La partecipazione all’evento è libera e senza iscrizione, permettendo a chiunque di unirsi a questa importante causa indipendentemente da qualsiasi formalità amministrativa. I partecipanti sono invitati a indossare una pettorina rossa con il logo End Polio Now, creando un’atmosfera visivamente coesa e simbolica di unità nella lotta globale contro la poliomielite. Al termine della camminata è previsto un ristoro offerto agli organizzatori, con la possibilità di versare offerte libere per il progetto Polio Plus, un’iniziativa del Rotary International dedicata specificamente all’eradicazione della polio nei paesi ancora colpiti. Questo evento livornese si inserisce nel calendario mondiale di celebrazioni della Giornata Mondiale della Polio, dimostrando come le comunità locali possono contribuire concretamente a una battaglia globale di sanità pubblica.
L’impegno del Rotary nella lotta alla polio
La missione Polio Plus del Rotary International
Il Rotary International ha assunto un ruolo di grande rilievo nella lotta alla poliomielite, trasformandosi in uno dei principali attori della GPEI. Il progetto Polio Plus rappresenta l’impegno specifico del Rotary nella campagna mondiale di eradicazione del poliovirus, mobilitando risorse economiche e umane per raggiungere le popolazioni vulnerabili nei paesi ancora colpiti. Dal 1988, il Rotary ha contribuito significativamente al finanziamento di programmi di vaccinazione, alla formazione di operatori sanitari e allo sviluppo di infrastrutture di sorveglianza epidemiologica. La Giornata Mondiale della Polio diventa così occasione privilegiata per i club Rotary di organizzare eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi, come la camminata solidale di Livorno, che collegano direttamente i cittadini alla missione di eradicazione globale della malattia, trasformando il coinvolgimento locale in impatto internazionale.



